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Emissioni SAR smartphones

Lo smartphone, o banalmente il nostro cellulare, ormai è diventato un “oggetto” fondamentale del quale, sia per moda o per necessità, non si può piú fare a meno. Molti però non sanno che un uso molto prolungato potrebbe essere molto dannoso alla nostra salute.

Infatti, come hanno rivelato alcuni studi dell’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro, esiste un rischio maggiore per chi fa un utilizzo intenso del cellulare: parliamo di solo mezz’ora al giorno per 10 anni.

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Tali studi hanno portato anche molti Istituti a creare delle campagne preventive per vietare l’utilizzo del cellulare ai più piccoli, soprattutto per farli giocare, in modo da salvaguardarne la salute in tutte le fasi della crescita.

E’ comunque appurato che, ad oggi, non è dimostrabile la correlazione tra l’esposizione ai campi elettromagnetici e un’aumentata insorgenza del cancro (indipendentemente dall’età). A dimostrazione di questa teoria, i campi elettromagnetici sono stati classificati, dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, quali cancerogeni di gruppo 2B (sospetti agenti cancerogeni).

Questo vuol dire che sono stati sperimentati in laboratorio dei dosaggi altissimi, ma non è stata dimostrata una pericolosità effettiva.

Ovviamente ci sono moltissimi dibattiti su questo argomento che hanno portato le persone, utilizzatori di apparecchiature, a crederci o meno, ma personalmente direi che l’esposizione alle onde elettromagnetiche dei nostri cellulari c’è ed è un pericolo da non sottovalutare.

Ma andiamo per gradi e vediamo cosa sono queste “onde elettromagnetiche” che, ahimè, il nostro corpo subisce nel momento in cui siamo a contatto ravvicinato con uno smartphone.

 

Onde elettromagnetiche e SAR

Le onde elettromagnetiche, nonchè il livello di radiazioni degli smartphone che vengono assorbite dal nostro corpo, vengono misurate con un’apparecchiatura all’avanguardia ed inserite in una scala denominata SAR (Specific Absorption Rate, in italiano “Tasso di Assorbimento Specifico) ed è un valore che certifica la sicurezza di un dispositivo.

Tutti i produttori di telefoni ed altre apparecchiature sono obbligati, per legge, a rendere noto sul prodotto il valore SAR testato per il singolo modello.

sar valore

 

Ma effettivamente come si calcola il valore SAR?

Il tasso di assorbimento specifico, detto anche SAR, indica la percentuale di energia elettromagnetica assorbita dal corpo umano quando questo viene esposto all’azione di un campo elettromagnetico a radio frequenza (RF).

Parlando più nello specifico per gli esperti:

Il SAR è l’energia elettromagnetica assorbita nell’unità di tempo da un elemento di massa unitaria di un sistema biologico.

Quindi nel tasso di assorbimento specifico ci sono due elementi fondamentali: l’energia e la massa; ed è per questo motivo che l’unità di misura è W/Kg, cioè l’energia assorbita per Kg.

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Normative e valori massimi SAR

Il CENELEC (Comitato Europeo di Normazione Elettrotecnica) ed il FCC Americano (Commissione Federale per le Comunicazioni) hanno stabilito dei parametri entro i quali un dispositivo mobile può reputarsi “sicuro” ed essere commercializzato dalle aziende.

I due enti utilizzano scale di valutazione differenti e negli Stati Uniti le normative sono più restrittive, infatti:

La FCC ha imposto un valore SAR non superiore a 1.6 W/Kg misurati su 1 grammo di tessuto mentre la normativa europea (alla quale si attengono anche Corea del Sud e Giappone) consente un valore di 2 W/Kg misurati su 10 grammi di tessuto.

In ogni caso anche se le due scale sembrano diverse, con il bilanciamento della massa sono molto simili.

 

Come si determina il valore SAR di un dispositivo?

Entrambi gli istituti citati qui sopra eseguono dei test per verificare il cossidetto “valore SAR” che poi andrà applicato sul prodotto.

In generale tale prova viene ripetuta più volte sempre nella medesima posizione; lo smartphone, viene posto prima ad 1 cm di distanza dalla “pelle” del manichino, in modo da simulare la presenza di possibili indumenti e poi attaccato all’orecchio per simularne l’uso telefonico durante una chiamata.

Ovviamente i test danno una “spinta” a tutti i radiotrasmettitori in modo da avere un funzionamento al massimo livello di tutte le bande di potenza in cui opera. Questo per capire l’effettivo valore massimo raggiungibile dall’apparecchiatura.

Conoscendo l’intensità di campo magnetico all’interno del tessuto, si riesce a calcolare il valore SAR del dispositivo nonché il livello di radiazioni emanato.

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Il livello massimo del valore SAR, in ogni caso, è fissato ad un valore molto inferiore rispetto a quello che potrebbe costituire un vero e proprio rischio alla salute ma, sta di fatto che, essere esposti ad un dispositivo faccia comunque male.

Dobbiamo ricordare però che questa misura dà un massimale e non indica l’ammontare dell’esposizione a radiofrequenza durante il normale utilizzo perché quello di cui si deve tenere conto è sopratutto il tempo di esposizione e le condizioni, come la distanza e l’intensità del segnale dall’antenna, che purtroppo sono variabili.

Quindi un’esposizione prolungata, come un paio di ore con un SAR di basso livello potrebbe essere più nociva di un esposizione breve (5 minuti) di un dispositivo con SAR di medio livello.

 

Ecco 9 consigli per limitare l’esposizione alle onde elettromagnetiche del vostro dispositivo:

  1. Se non è necessario, spegnete per qualche ora il vostro cellulare oppure impostatelo in modalità offline, evitando così ulteriori ed inutili esposizioni alle radiazioni.
  2. Quando effettuate una chiamata, aspettate che l’interlocutore risponda, prima di portarlo completamente alla testa perchè proprio in quel momento vengono emesse molte più radiazioni.
  3. Non state in conversazione telefonica più di un’ora, se è proprio necessario meglio alternare l’orecchio.
  4. Durante la chiamata cercate di tenere lo smartphone leggermente distante dall’orecchio (anche 4-5 cm) in modo da ridurre l’esposizione e la potenza delle onde elettromagnetiche verso il vostro corpo.
  5. I posti peggiori dove telefonare sono l’auto e il treno perchè il cellulare in questi casi, visto che c’è un movimento e ci sarà un collegamento a nuove celle per rimanere agganciato alla rete, emetterà molte più radiazioni. Inoltre i luoghi chiusi vengono chiamati “gabbia di Faraday” perchè il dispositivo fatica a mantenere stabile il segnale aumentando la sua potenza per una connessione stabile e emettendo quindi più radiazioni.
  6. Se ne avete la possibilità, utilizzate auricolari (cavo e non wireless) o sistemi vivavoce per effettuare o ricevere chiamate. Gli auricolari bluetooth emettono radiazioni ma in misura estremamente minore rispetto ai telefoni.
  7. Se sul display del vostro smartphone notate che nella posizione in cui vi trovate c’è poca rete, non effettuate chiamate, se non strettamente necessarie. Questo perchè quando c’è poca ricezione per effettuare la chiamata servirà molta più potenza “radiante” e di conseguenza ci saranno un numero maggiore di radiazioni emanate.
  8. Tenete il cellulare in stand-by e sempre lontano dal vostro corpo e non a contatto diretto. Non mettete mai il cellulare nel taschino della camicia (vicino al cuore) oppure sul comodino, quindi accanto alla vostra testa, quando dormite.
  9. Se siete in posti con poco segnale e notate continui cambiamenti di connessione di rete (2G, 3G e 4G), vi converrà forzare manualmente la connessione 2G (edge) per migliorarne la stabilità del segnale e diminuire quindi il tasso di assorbimento

cellulari sar

 

Tabella smartphone con indici SAR

Dopo tutta la prima parte, dove abbiamo visto nel dettaglio cos’è il SAR e come difendersi dalle onde elettromagnetiche emanate dallo smartphone, ecco ora che vi proponiamo qui sotto una tabella di molti smartphone in relazione al proprio indice SAR.

Occorre precisare che la classifica prende in considerazione alcuni smartphone, non abbiamo avuto la possibilità di metterli tutti ed i dati sono stati estrapolati dalle schede tecniche ufficiali del produttore e presi dal seguente sito.

 

Liberamente tratto da

http://enjoyphoneblog.it

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